Io penso che per fare certi lavori, come il medico, una certa dose di sensibilità e una certa passione siano d’obbligo. Ma poi mi torna in mente la mia ex ginecologa. E’ incredibile. Una che per anni e anni mi ha vista, visitata e scucito un sacco di soldi, non si degna nemmeno di chiedere come è andata dopo l’aborto. E va bene. Mi aveva già maltrattata durante la mia breve gravidanza, doveva andare in vacanza, non poteva mica perdere tempo con me, no?
Lei è una di quelle professioniste superimpegnate che ci tengono a far sapere che collaborano con il Dr. Tizio De Tizi, col luminare famosissimo Pinco Pallo, con lo Studio Sempronio e Co., eccetera. Lei è una che ti dice di fare gli esami all’ospedale X, la visita andrologica allo studio Y, l’ecografia al centro Z. E certo.
Poi, però, non si degna di darti un numero di telefono di riferimento nel caso in cui tu avessi bisogno di parlarle. E non si degna di richiamare: costa troppo. Qualche giorno fa ho deciso di telefonarle per farle sapere degli ultimi avvenimenti, senza nessuna polemica, semplicemente perché mi sembra che sia giusto che lei sappia che una sua paziente ha una certa patologia. Telefono allo studio, ma è occupato. Poi richiamo e mi risponde la “segretaria”, la quale mi informa che la dottoressa sta visitando e non può parlare. Va bene, ma io come faccio a sapere quando è libera? Il buon senso vorrebbe che, quando la dottoressa finisce la visita, la segretaria la informa che qualcuno vuole parlarle e lei mi richiama. Invece no: devo richiamare io tra un po’. Anzi no: meglio domani sera a casa, verso le sei. Poi la “segretaria” insiste nel voler sapere cosa devo dirle. Ora, a parte il fatto che magari una non vuole dirlo, ma se io voglio un consulto telefonico (ipotizzando) con la dottoressa, perché devo anticiparti tutta la storia per telefono? Io le dico che voglio aggiornare la dottoressa sulle mie condizioni di salute.
Stasera ovviamente richiamo all’ora comunicata dalla “segretaria”. Risponde sempre lei, la “segretaria”. Sento voci gioiose di bimbe in sottofondo (le figlie della simpatica dottoressa). Sento anche, e non credo di sbagliarmi, la voce della simpatica dottoressa. La “segretaria” mi dice che va a vedere se può parlare. Sta via un po’ (in quel po’ evidentemente la simpatica dottoressa deve averla cazziata perché mi ha detto di disturbarla a casa) e poi torna dicendomi che la dottoressa non è ancora tornata. E poi ancora con la storia di dire a lei quello che devo raccontare alla dottoressa. Io allora le ri-parlo dell’operazione. La “segretaria” mi dice allora di chiamare in studio, perché è meglio e la dottoressa almeno è disponibile, non come a casa. Ovviamente le rispondo che io avevo appunto chiamato in studio, è stata lei a dirmi di chiamare a casa! Alla fine, quindi, siamo d’accordo che chiamerò lunedì pomeriggio.
Quanto ci scommettiamo che la simpatica dottoressa starà visitando?
Be’, che dire: le persone si conoscono sempre troppo tardi. A me hanno detto che questa dottoressa è una un po’ troppo piena di sè e attaccata ai soldi, ma finché non ho toccato con mano non me ne sono resa conto. E comunque meglio così: cambiando, mi hanno potuto trovare il CIN3. Cambiando, ho trovato una ginecologa che mi richiama anche di sera e risponde alle mie mail.
Devo ringraziare la gretta dottoressa G. e la sua “segretaria” che fa fatica ogni volta a compilare la ricevuta con le tasse!