Ovvero come rimanere bloccati a chilometri e chilometri dalla propria destinazione.
A Dubai il traffico è caotico, quasi sempre, ma ci sono orari in cui è impossibile muoversi e le code sono lunghissime. Non ci sono momenti di pace, a Dubai. A qualsiasi ora del giorno e della notte le strade sono sempre piene di macchine che sfrecciano a tutta velocità, e poi inchiodano ai semafori o alle rotonde.
Così, uscendo da un mall in Jumeirah Road alle sette di sera, dopo un massaggio rilassante in vista della cena di compleanno, può capitare di trovarsi di fronte a un inarrestabile fiume di automobili, senza l’ombra di taxi liberi. E si aspetta, si aspetta. Si prova a telefonare, ma le compagnie dei taxi non rispondono nemmeno al telefono! Se si ferma un taxi libero, sarà sicuramente una fregatura, come appunto è successo a me che ho incontrato un tassista al suo primo giorno di lavoro, totalmente incapace di localizzare il centro città. E così si rinuncia e si aspetta qualcun altro. Che non arriva.
Se poi aggiungiamo che si avrebbe piacere di andare a darsi una rinfrescatina prima della cena, fissata alle dieci, il quadro è completo. L’unica soluzione possibile è stata quella di aspettare che qualcuno mandasse un taxi dall’albergo verso Jumeirah Road, mi riportasse là e poi mi aspettasse per ritornare nuovamente dall’altra parte della città per la cena. Dalle sette alle nove meno un quarto ho aspettato un taxi sulla strada. Dalle nove meno un quarto alle dieci, quando la coda si era smaltita, ho fatto in tempo a tornare in albergo, cambiarmi e ritornare al Burj Al Arab, dove sono pure arrivata in anticipo.
La morale? Se andate a Dubai armatevi di santa pazienza e mettete scarpe buone per camminare! Ve lo dice una che di chilometri a piedi ne ha fatti tanti.
