Quando la gente è malata mentalmente, ha delle fissazioni. Quando la gente non è felice della sua vita, ha delle fissazioni. Quando la gente recita ipocritamente una parte, ha delle fissazioni. Quando la gente è invidiosa degli altri, ha delle fissazioni.
Copio e incollo dal Merriam Webster la definizione di to stalk: to pursue obsessively and to the point of harassment.
Grazie ad internet c’è anche una forma di stalking più subdola, che consiste nel cercare più o meno ossessivamente il nome di qualcuno nei motori di ricerca. Ed è questo quello che il mio stalker personale si limita a fare, per ora. Perché lo fa? Per sapere i fatti miei? Per controllare cosa faccio? Perché è curioso di sapere come me la passo? Perché non è normale? Non lo so. Comunque lo fa. Ignaro del fatto che io tengo sotto controllo tutte le mie pagine web e quindi so chi mi cerca, con quali parole chiave, da dove, eccetera. Dunque io so che lo stalker mi cerca.
La finirà mai? Morirà mai?
Mmmm… anche io credo di avere un paio di Stalker… c’è qualcuno che arriva al mio blog digitando nome (primo e secondo) e cognome…
Salutasse almeno quando entra…
Macchè!
Quello però non è stalking. E’ semplicemente qualcuno che ti cerca con nome e cognome perché ti conosce.
Legittimo.
Il mio invece è uno stalker che io so per certo che mi cerca con nome e cognome perché so chi è e quindi capisco quando è lui.
Cioè: non è che chi ti cerca è uno stalker, ma io ho uno stalker che mi cerca.
mmm non ho capito molto di questo risposta
Basta sapere cos’è uno stalker.
Dopo tutto ti si chiarirà.