No, davvero. Mi piacerebbe sapere perché all’estero la pasta debba per forza fare schifo. Non essendo masochista, non mangio mai cibi italiani all’estero, tranne casi rarissimi. Però capita di trovarsi in posti in cui qualcuno cucina la pasta o la pizza pensando di essere esotico e quindi mi tocca mangiarla. Per carità, la mangio. E’ come trovarsi all’ospizio, in mezzo a tanti vegliardi senza denti. L’effetto è lo stesso: una massa di spaghetti sbiaditi e mollicci. Senza sale. Salsa rigorosamente acquosa e piccante, allo stesso tempo. Sì, perché molti pensano che gli italiani mangino sempre pasta col ragù piccante. Io mangio, perché ho fame. Mangio e intanto aspetto la fatidica domanda “E’ come in Italia?”, oppure “Ma voi italiani mangiate pasta tutti i giorni? Non vi stufate a mangiare sempre spaghetti?”. Io cerco sempre di spiegare come stanno le cose. Capisco che la gente abbia un’idea generale di un posto, di una cultura: è normale.
Quello che proprio non riesco a tollerare è il motivo per cui nessuno si prende la briga di leggere le istruzioni sulla scatola della pasta! C’è scritto di mettere il sale nell’acqua! Il tempo di cottura è ben evidente. E allora perché cavolo mi cucinate una sbobba tale? Non avete i denti? Non avete le papille gustative? Non avete l’olfatto? E perché cavolo spezzate gli spaghetti non in due, ma in 10 parti, come fa mia mamma col nipote treenne?
Belle domande, senza risposta.

Allora ti racconto la mia esperienza in fatto di pasta violentata (anzi mi hai dato l’idea per uno dei prossimi post: un post sulla past!!!).
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Ho diviso per un po’ la casa con una studentessa Erasmus, una slovacca. Tra le tante cose che sta tipa ha combinato (ci vorrebbe un altro post) ha anche violentato per 6 mesi la pasta in casa mia
Innanzitutto non aveva la pazienza di aspettare i 6/8 min. previsti per la cottura e la scolava sempre e solo cruda. Poi la condiva con delle zozzure tipo il ketchup oppure si inventava degli intingoli tipo pasta (cruda) + pomodoro + mais (MAIS!!!) + legumi + formaggio + tonno = Vomitoooo!!!!! (NB: non alternava i condimenti, metteva tutti gli ingredienti sempre insieme… )
La cosa terribile era poi che se ne preparava tre piatti al giorno: pranzo, cena e merenda. Non scherzo! Ed io dovevo sopportare in silenzio questo vilipendio alla nostra cultura
No è che non ce la possono proprio fare, tra l’altro hanno la pasta di grano tenero e quindi scuoce, così che spesso più che sbobba è un mattone rappreso intorno alla forchetta.
In ogni caso “paese che vai, usanza che trovi”, quindi io per principio, a meno che non sia presa da infinita disperazione, non mangio MAI italiano all’estero, nemmeno nei ristoranti italiani che tra l’altro si fanno pagare a peso d’oro.
Skynet70:
questa della pasta di grano tenero è una leggenda metropolitana. In Svezia (e anche in molti altri posti) c’è la pasta normale, nei supermercati vendono anche Barilla, De Cecco ecc…
In Svezia c’è la pasta Zeta, che però ha come ingredienti il grano duro e, se cucinata seguendo le istruzioni di cottura, va benissimo.
Io quando sono all’estero mangio italiano solo se cucino io, perché magari sono in appartamento, altrimenti che senso ha andare all’estero se si rifiuta di provare la cultura locale, che passa anche dalla cucina?
Se però mi trovo in una mensa, mangio quello che passa il convento. Ma non riesco a capire perché non riescano a farla: è così facile!