Premesso che le dichiarazioni dei redditi sono sempre state pubbliche, premesso che è vero che un malvivente non si basa su quelle, perché sa benissimo pure lui che il gioielliere denuncia 10.000 euro e invece ha più soldi della signora Maria che denuncia 20.000 euro di pensione, premesso che a me non me ne frega niente di dire quanto guadagno, mi spiegate perché tutto questo polverone?
Un ministro… UN MINISTRO decide di pubblicare dei dati sul web, gli danno l’autorizzazione e poi? Arriva un’associazione di cretini sedicenti difensori dei consumatori (altrimenti detta CODACONS) che lo denuncia? Che si prende la libertà di chiedere un risarcimento anche a mio nome? Ma chi gliel’ha chiesto?
In questa società di omertosi e mafiosi, dove ci sono scandali sul cibo che mangiamo (ocratossina, pomodori marci) e non vengono mai fuori i nomi, dove ci sono problemi gravissimi in molti campi e non vengono mai pubblicati i nomi, dove al governo c’è gente che si droga, che sfrutta la prostituzione, che è collusa con la mafia, i signori del Codacons non hanno proprio niente di meglio da fare che difendere i contribuenti evasori che si sono incavolati perché tutti ora sanno che evadono?
E poi, tutti chi? Considerando che: i dati sono stati subito bloccati sul sito dell’Agenzia delle Entrate, considerando che la maggior parte degli Italiani non ha eMule, ma siamo una minoranza a poter scaricare da internet, quanta gente avrà visto questi benedetti redditi? Se non fosse stato per i giornali, io non avrei saputo che potevo trovare i dati sulla rete p2p. Invece, dicendolo a gran voce, tutti quelli che avevano un minimo di curiosità si sono precipitati a scaricare. E adesso? Caro Codacons, cara Polizia Postale che non mi hai difeso quando ho fatto tre denuncie per stalking, cosa intendete fare? Lanciarvi a casa di tutti e arrestarli perché hanno un file che si chiama Milano2005.txt sul computer?
Ah ah ah. Paese di pagliacci. Non perdiamo occasione per farci ridere dietro.